Il 2018 della Swiss National Bank: tassi di interesse e Quantitative Easing

Che cosa farà la Swiss National Bank? Se lo chiedono molti investitori. Ciò non deve stupire, visto l’importanza del franco svizzero nello scacchiere valutario. Per trovare una risposta, è bene innanzitutto indagare sullo scenario economico che aspetta alla Svizzera. Di seguito, una riflessione sui fondamentali elvetici, un outlook realistico sul piano economico, una ipotesi sulle mosse che la banca centrale metterà in campo.

La Svizzera nel 2018

L’economia svizzera ha viaggiato a bassa velocità nell’ultimo anno ma le prospettive parlano di un deciso rimbalzo. Dopo lo striminzito +1,0% del 2017, il Prodotto Interno Lordo dovrebbe aumentare dell’1,8% nel 2018.

Il problema della Svizzera rimane l’inflazione, che è troppo bassa. Nel 2017, i prezzi sono aumentati di solo lo 0,4%. Per il 2018, però, è previsto il +0,7%.

Non buonissime nemmeno le performance delle vendite al dettaglio, che però sono date in aumento, per la precisione all’1,6% per il 2018 (nel 2017 erano all’1,3%). Allo stesso modo, il tasso di disoccupazione è salito al 3,2%. Anche in questo caso, però, domina l’ottimismo. La ripresa del settore industriale dovrebbe innescare un circolo virtuoso, che si concluderà con la discesa del tasso di disoccupazione al 3%

Cosa farà la SNB nel 2018

Molto probabilmente, non ritoccherà la sua politica monetaria, né al ribasso né tantomeno al rialzo. Crescita economica a parte, l’inflazione è davvero troppo bassa per abbandonare gli stimoli.

I tassi dovrebbero rimanere tali anche in virtù di un altro elemento: la Swiss National Bank intende conservare l’attuale status quo in termini di valore del franco svizzero rispetto all’euro. I tassi di interesse negativi e i tassi a lungo termine stabili a livelli bassi dovrebbero consentire alla banca centrale di aggiungere pressione sull’EUR CHF e propiziare una spinta propulsiva per le esportazioni.

Attualmente, la politica svizzera è estremamente espansiva. Sono pochi i margini per prevedere un aumento dei tassi di interesse nel 2018. Molto probabilmente la strada verso la normalizzazione verrà intrapresa solo a partire dal 2020, e solo se l’inflazione raggiungerà il 2% entro quell’anno (il ché appare non impossibile ma comunque improbabile).

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