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BCE, Anteprima Meeting 6 settembre 2017: verso la riconferma dei tassi

C’è molta attesa per la riunione della BCE, che si concluderà domani 6 settembre 2017. Non tanto per le decisioni di politica monetaria, sui quali gli analisti hanno pochi dubbi, quanto per il discorso di Draghi, che è chiamato a trattare argomenti di sicuro interesse e, soprattutto, a lanciare indizi su quella che sarà la politica monetaria del prossimo anno.

Per quanto riguarda i tassi di interesse, si prevede calma piatta. Attualmente sono allo 0% e tali dovrebbero rimanere anche domani. Non potrebbe essere altrimenti: la crescita economica ha certamente subito un’accelerazione, ma niente che possa accendere gli entusiasmi; soprattutto, l’inflazione è ben lontana dagli obiettivi che la stessa BCE ha stabilito. Lo stesso dicasi per il Quantitative Easing, il quale, per ora, non dovrebbe essere ritoccato.

Appunto, per ora. Perché il nodo è essenzialmente questo: è prevista una riduzione del QE ma la BCE si è riservata la possibilità di fare dietro front se la situazione l’avrebbe richiesto. Ora, la crescita è quasi soddisfacente, seppur disomogenea, mentre i prezzi crescono ancora molto lentamente. Starà a Draghi fare un bilancio, o per meglio dire riportare le conclusioni dei board, e restituire segnali sulla politica monetaria del futuro.

Le pressioni per la stressa monetaria rimangono forti, anche perché la Germania si è sempre detta contraria al Quantitative Easing e si è attivata in maniera anche decisa per stoppare il programma.

Un altro argomento che Draghi affronterà è l’apprezzamento dell’euro, che certamente non è una buona notizia perché rallenta la crescita dell’inflazione. Non sono pochi, comunque, a credere che il presidente della BCE si trincererà dietro il classico atteggiamento diplomatico, limitandosi a dire l’indispensabile. D’altronde le banche centrali stanno ancora prendendo le misure degli eventi di natura geopolitica che rischiano di sconvolgere mercati ed economie nazionali (il riferimento è alla crisi coreana e alle tensioni USA-Russia).