BCE, Meeting del 12 settembre 2019: Draghi vara il QE a tempo indeterminato

Il giorno è arrivato. Dopo annunci e dichiarazioni anticipatorie, la BCE ha varato il nuovo Quantitative Easing. Lo ha fatto in occasione del meeting del 12 settembre 2019, seguito dal consueto comunicato stampa e dalla conferenza del presidente Mario Draghi. Ma questa non è stata l’unica novità. Anzi, la carne al fuoco è tanta, e l’esito finale è andato oltre le aspettative. Esso può essere riassunto con una semplice affermazione: la Banca Centrale Europea ha posto la politica monetaria dell’eurozona su un binario molto più espansivo, e intende lasciarcela per molto tempo.

Ad ogni modo, ecco le principali misure varate nel meeting del 12 settembre.

  • Quantitative Easing. La BCE ha varato un programma di allentamento monetario. Esso esordirà il 1° novembre 2019 e prevederà l’acquisto di titoli di debito per 20 miliardi al mese. Per fare una proporzione, il primo Quantitative Easing, quello partito nel 2015, prevedeva inizialmente una spesa di 60 miliardi al mese. Gli acquisti realizzati con il precedente QE, comunque, verranno tutti rinnovati.
  • Tassi sui depositi. Come da attese, la BCE ha tagliato ulteriormente i tassi sui depositi, che passano da -0,40% a -0,50%. I tassi di interesse, invece, rimangono a zero.
  • TLTRO. Il piano di trasmissione monetaria verso le banche commerciali cambia volto. In particolare, verranno applicati tassi in linea con i tassi di interesse, e verranno previsti sconti per le banche con maggiori prestiti netti
  • Forward guidance. E’ questa forse la novità meno scontata. La BCE ha deciso di non dare scadenze. Per la prima volta, viene varato in Europa una sorta di Quantitative Easing a tempo indeterminato, vincolato semplicemente al raggiungimento degli obiettivi.

Si è rivelata molto interessate anche la conferenza stampa di Mario Draghi. Il presidente ha presentato le stime della banca centrale circa il PIL e l’inflazione, entrambe al ribasso.

Ha dichiarato che il board ha deciso le misure all’unanimità (un evento abbastanza raro) e ha, di fatto, passato la palla ai governi nazionali. Ha infatti affermato che è compito delle politiche fiscali portare i rendimenti a un livello superiore. Inoltre, ha esortato i governi a varare politiche fiscali espansive laddove sussistano margini sufficienti, mentre ha invitato a una maggiore prudenza i paesi caratterizzati da un elevato livello di indebitamento.

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