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BCE, meeting del 7 settembre 2017: a ottobre le decisioni sul QE

Come previsto, la BCE ha lasciato invariata la politica monetaria. Durante il meeting di settembre, conclusosi con l’annuncio del 7 settembre e la conferenza stampa di Mario Draghi, la banca centrale ha confermato i tassi di interesse allo 0,00%, i tassi sui prestiti marginali allo 0,25% e i tassi sui depositi al -0,40%. Soprattutto, ha lasciato invariato il programma del Quantitative Easing, che attualmente prevede l’acquisto di titoli per un valore complessivo di 60 miliardi di euro al mese.

Se è vero che gli analisti non si aspettavano sorprese in questo senso, è altrettanto vero che Mario Draghi era atteso al varco. Tanta, infatti, la carne al fuoco: l’inflazione più bassa del previsto, la crescita del PIL oltre le aspettative, il rafforzamento dell’euro, l’instabilità geopolitica, il futuro del Quantitative Easing. Ecco come Mario Draghi ha affrontato questi argomenti.

Ebbene, la sorpresa più grande giunge proprio dal fronte QE. Molti si aspettavano la conferma del tapering, dal momento che il 2018 è ormai alle porte. E invece non solo Draghi non ne ha fatto menzione ma ha addirittura proposto un estensione del programma dell’allentamento monetario, se necessario. Un’estensione, ed è questa la vera novità, che potrebbe riguardare anche la questione quantitativa. “Il Quantitative Easing “può ancora aumentare, sia nelle dimensioni degli acquisti di bond che nella sua durata, se le prospettive economiche dovessero peggiorare”.

E il rischio c’è, anche perché l’inflazione sta deludendo. Il motivo è quello paventato dagli analisti: il rafforzamento dell’euro, che frena logicamente le esportazioni. Il presidente della BCE ha dichiarato che il problema è stato oggetto di discussione e che verrà monitorato. La questione, infatti, stando alle parole di Draghi, “è molto importante per la crescita e l’inflazione. Così importante che le prospettive d’inflazione di medio termine sono state riviste al ribasso”.

Mario Draghi ha dichiarato che decisive, per il futuro del QE, saranno le sedute del 25 e del 25 ottobre. Ha inoltre affermato che la BCE sta pensando a un programma di reinvestimento: a prescindere dalle sorti del Quantitative Easing, la banca centrale riacquisterà i titoli entrati ormai in scadenza. Una eventualità, questa, mai escluda dagli analisti, dal momento che il programma va avanti da molti anni.

Infine, il presidente ha chiarito un aspetto importante del QE. La quantità di titoli acquistati per nazione non viene decisa in base a fattori politici, ma sulla scorta di dati meramente tecnici. Con queste parole il presidente ha voluto – legittimamente – ribadire l’imparzialità del suo operato.