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Banche centrali

BoE, Meeting del 22 marzo 2018: tassi fermi, analisti smentiti

La BoE, Bank of England, ha confermato i tassi di interesse allo 0,50% in occasione del meeting del 22 marzo 2018. Invariato anche il Quantitative Easing, che rimane a 435 miliardi di sterline all’anno. Si tratta di un esito per nulla scontato, che anzi ha smentito molti analisti. Si pensava, infatti, che il governatore Carney e il suo board potessero procedere con un innalzamento dei tassi, vista l’inflazione che, nel Regno Unito, sta aumentando oltre i livelli di guardia. E invece ha vinto ancora una volta l’approccio prudente, favorito da una economia che stenta a riprendere un solido percorso di crescita e le incertezze che in alcuni punti permangono sul fronte della Brexit.

Prosegue, quindi, il rapporto di divergenza assoluta tra la Bank of England e la FED, che non sono mai state così lontane come in questo momento. Ieri sera il nuovo presidente della FED Jerome Powell ha deciso, come da programma, un nuovo rialzo del costo del denaro, mentre Carney, come abbiamo visto, ha deciso, di concerto con i suoi, di conservare una posizione fortemente espansiva.

A ben vedere, tuttavia, la decisione della BoE trova giustificazione, se non nelle aspettative degli addetti ai lavori, almeno nei dato macroeconomici. L’inflazione, per esempio, è sì molto alta (per gli attuali standard occidentali) ma comunque in progressiva discesa. A febbraio è stato rilevato un +2,7% su base annuale, che è pur sempre meglio del 3% di qualche mese fa. Anche l’inflazione core è scesa, segnale che la dinamica dei prezzi è solida, e non figlia di qualche fenomeno momentaneo e circoscritto.

L’impossibilità “morale” di porre fine alla politica monetaria espansiva, poi, è stata determinata da un fatto piuttosto intuitivo: i salari reali, quindi al netto dell’inflazione stessa, sono fermi al palo.

Da considerare come un punto a favore della conservazione, o meglio dell’attendismo, anche l’incertezza sul fronte internazionale. Incertezza che per la prima dopo decenni non è data dalla politica bensì dal commercio. Il riferimento è alla guerra dei dazi che sta per scoppiare, in primis tra Stati Uniti e Cina. La BoE ha deciso di attendere l’evolversi della situazione, prima di immettersi sul sentiero rialzista.