Come studiare il libro “La Teoria delle Onde di Elliott” di Frost e Prechter per comprendere le basi

Come studiare il libro La Teoria delle Onde di ElliottLa Teoria delle Onde di Elliott è un libro in lingua italiana edito da Trading Library. La versione originale in inglese si chiama “Elliott Wave Principle”. Gli autori sono Robert Prechter e AJ Frost. Si tratta di un libro di trading che riporta alla luce con chiarezza la Teoria di Ralph Nelson Elliott. Periodicamente nel corso delle storia vari autori si sono occupati di studiare e rinnovare teorie, per mantenerne viva la memoria nel corso delle epoche. Senza i libri infatti non è possibile mantenere viva una teoria per lungo tempo.

Le Onde di Elliott studiano il comportamento dei mercati finanziari, non si tratta di un metodo per fare soldi, ma di una teoria per comprendere la struttura e i comportamenti ripetitivi presenti sui mercati finanziari. I campi di applicazione sono vari e pertanto è necessario conoscere prima di tutto le potenzialità della teoria e subito dopo implementare propri metodi, per tradurre tutto questo in una gestione mirata, per realizzare profitti grazie al business del trading.

La Teoria delle Onde di Elliott, le aree più interessanti per iniziare lo studio

Poiché tanti sono i dettagli che ritengo interessanti in questo libro, dividerò l’articolo in più uscite. In questo articolo segnalo le informazioni di base per avviare uno studio della teoria partendo da zero, successivamente nei prossimi articoli, mi occuperò di segnalare informazioni sempre più specifiche.

Prefazione, pagine 11-13

La prefazione del libro in questo caso è importantissima, poiché consente di comprende come Ralph Nelson Elliott sia arrivato alla Teoria. Studiò la Teoria di Dow e si dedicò ad approfondirla fino a giungere alla Teoria delle Onde.

Prefazione, pagina 11, …la natura umana non cambia…

Charles Collins nella prefazione riporta una seria di dettagli interessanti. Raccolta di come aiutò Elliott a sistemarsi a Wall Street e come lo sollecitò a pubblicare il suo primo libro intitolato “The Wave Principle”. Poi riporta cenni sulla natura umana, da parte di un celebre economista inglese, circa il comportamento dei cicli di mercato.

Prefazione, pagina 11, …Dow enunciò 2 principi che hanno superato la prova del tempo…

Elliott iniziò a studiare la Teoria di Dow e gli indici Dow Jones. Questa fu la base che utilizzò per comprendere il comportamenti dei mercati e si dedicò per studiare miglioramenti. Grazie al lavoro di Dow potè rilevare una serie di comportamenti ripetitivi utili, per sfruttare margini previsionali. Una punto di partenza per uno studio ben più ampio.

Prefazione, pagina 12, …Dow dipinse con setole grosse…mentre Elliott scese nei dettagli…

Gli autori spiegano che la Teoria di Dow dipinse a setole grosse le evidenze che erano presenti a mercato, ed Elliott si dedicò per approfondire tutto questo. Grazie ad un lavoro di studio ed osservazione, giunse alla formulazione della teoria. Charles Collins lo presentò alla rivista “Financial World” e lo aiutò a pubblicare il suo primo libro, poiché percepiva il forte potenziale derivante dal suo lavoro.

Capitolo 1, pagine 19-60, per comprendere le basi della teoria

Il primo capito è interamente dedicato allo studio delle basi. Gli autori spiegano le formazioni isolate da Elliott e come impiegarle a scopo previsionale. Ho voluto dedicare questo articolo alle basi, poiché senza queste, non è possibile affrontare argomenti più avanzati e complessi.

Capitolo 1, pagina 19, …le formazioni che egli riconobbe sono ripetitive nella forma…

Elliott riconobbe una serie di forme o schemi che si presentavano periodicamente sui mercati finanziari ma rilevò che erano ripetitive nella forma, ma non necessariamente nel tempo e nell’ampiezza. Quindi era possibile rilevare un comportamento, ma non era possibile determinare la sua reazione in termini di tempo e non era possibile determinare l’ampiezza nella forma.

Capitolo 1, pagina 19, …Elliott isolò 13 di queste formazioni…

13 formazioni (onde) principali vennero isolate da Elliott che costituiscono tuttora la base utile per determinare la struttura del mercato. E’ possibile studiare in questo modo i comportamenti propulsivi e quelli correttivi e come si legano insieme, per formare strutture ancora più ampie.

Capitolo 1, pagina 19, …anche se è il migliore strumento previsionale che esista…

La Teoria delle Onde di Elliott è uno strumento previsionale formidabile, ma non nasce con questo scopo. Si tratta di una dettagliata descrizione su come i mercati finanziari si comportano. Ma grazie a questo lavoro è possibile sfruttare una serie di indizi, per anticipare le future variazioni di mercato, sopratutto quanto i mercati finanziari si comportamento in modo chiaro.

Capitolo 1, pagina 19, …esso fornisce un contesto per l’analisi di mercato…

Le strutture rilevate grazie alla Teoria possono essere impiegate a scopo strategico, pertanto è possibile studiare contesti in grado di anticipare un margine previsionale. Quindi è utile studiare le Onde di Elliott sui time frame elevati per determinare prima un contesto strategico e quindi una prospettiva e solo dopo un contesto operativo sul quale iniziare la gestione.

Capitolo 1, pagina 20, …poiché le forme sono ripetitive, esse hanno valore previsionale…

Le forme sono ripetitive e forniscono un margine previsionale. Tuttavia a volte gli schemi reagiscono in modo pulito e prevedibile, mentre altre volte no. Spesso non a causa di un fallimento dello schema, ma a causa di un etichettatura imprecisa. Infatti lo stesso Elliott consiglia di aggiornare l’etichettatura delle Onde, in base ai nuovi sviluppi del mercato.

Capitolo 1, pagina 21, …Elliott notò tre aspetti coerenti nella forma a cinque onde…

L’onda 2 non torna mai sul punto di partenza dell’onda 1, l’onda 3 non è mai la più corta, l’onda 4 non entra mai nel territorio dell’onda 1. Questa sono 3 evidenze che Elliott ha rilevato e che si manifestano in modo sistematico quando studiamo le strutture propulsive a 5 onde.

Capitolo 1, pagina 21, …ci sono due modi di sviluppo delle onde: propulsivo e correttivo…

Le strutture propulsive hanno una forma a 5 onde, mentre le strutture correttive si formano con 3 onde. Si chiamano strutture propulsive perché spingono il mercato e producono ampie variazioni, mentre le strutture correttive indicano le prese di profitto, dopo lo sviluppo di una tendenza. Un mercato in trend, come spiega la Teoria di Dow presenta prese di profitto ridotte entro il 33% rispetto al trend di origine. Quindi in condizioni ottimali le fasi correttive sviluppano variazioni brevi, talvolta veloci, prima di anticipare lo sviluppo di una nuova struttura propulsiva a 5 onde.

Capitolo 1, pagina 22, …il ciclo completo consiste in otto onde…

Un ciclo di mercato completo ha una forma a 8 onde, quindi 5 onde per la fase propulsiva e 3 onde per la fase correttiva. Un ciclo di mercato che si completa con prese di profitto ridotte tende ad anticipare lo sviluppo di un nuovo ciclo, così come spiega la Teoria di Dow dal quale Elliott è partito.

Capitolo 1, pagine 24-25, …se esaminate a “microscopio”…

Le strutture di trend possono essere esaminate al “microscopio” poiché i cicli di mercato sono di diversa ampiezza. Grazie alle strutture indicate da Elliott siamo in grado di studiare lo stato di una tendenza e formulare un margine previsionale, rispetto al ciclo nel quale ci troviamo. Gli esempi in questa parte del libro spiegano molto chiaramente questo importantissimo aspetto.

Capitolo 1, pagina 26, …perchè 5-3?…

Elliott si limitò ad inserire nella teoria una serie di evidenze. Notò che le strutture che formavano i trend, ripetevano ciclicamente strutture a 5 onde e lo stesso per le strutture a 3 onde. Rilevò poi molte altre strutture utili per comprendere i comportamenti dei mercati finanziari.

Nel video spiego le basi della Teoria delle Onde di Elliott:

Autore

Sono un imprenditore. Mi occupo principalmente di trading e attraverso questo blog condivido i miei studi, le mie tecniche e le riflessioni sul business del trading. Lavoro principalmente usando una metodologia, che chiamo Analisi Strategica, che include componenti di analisi tecnica, teoria di Andrews e teoria di Elliott. Nel 1999 ho iniziato a studiare il business del trading e ad appassionarmi alla materia. Poi nel 2009 ho avviato il business vero e proprio, nel mercato dei cambi.

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