Calendario economico forex

Euro, Calendario Economico del 14 giugno 2018: focus su tassi BCE

La giornata del 14 giugno 2018 si preannuncia molto movimentata. Sono tanti, infatti, i market mover segnalati dal calendario economico. Su tutti spicca la decisione dei tassi di interesse da parte della BCE, che certamente impatterà sull’euro. Ecco, come di consueto, una lista degli eventi attesi e le stime degli analisti.

Ore 03.30. Tasso di disoccupazione in Australia. Australian Unemployment Rate. Il tasso di disoccupazione è il parametro che meglio degli altri è in grado di fotografare lo stato del mercato del lavoro. Se è in crescita o comunque peggiore rispetto alle attese, la valuta di riferimento trae una spinta ribassista. Di contro, se è in diminuzione o migliore del previsto, la spinta è ribassista. Il tasso di disoccupazione in Australia dovrebbe confermarsi su livelli molto bassi, ossia al 4,2%.

Ore 04.00. Produzione industriale della Cina. China Industrial Production. Il dato sulla produzione industriale offre una panoramica abbastanza fedele della forza produttiva di un paese. Nello specifico, segnala la variazione del valore dei beni prodotti nel periodo di riferimento. Ovviamente, maggiore è la variazione, più forte è la spinta al rialzo che la valuta trae. Nel periodo maggio 2017 – maggio 2018 la produzione industriale cinese dovrebbe essere aumentata del 6,9%, più o meno come nel periodo precedente (7%).

Ore 10.30. Vendite al dettaglio nel Regno Unito. UK Retail Sales. Le vendite rappresentano un market mover importanti in quanti rivelano lo stato dei consumi, e quindi della domanda di un paese, e in un certo senso anticipano l’inflazione, che è probabilmente il secondo market mover più importante. Se le vendite crescono, e soprattutto se lo fanno a un ritmo maggiore di quanto previsto, l’impatto sulla valuta di riferimento è positivo. Se stagnano o addirittura decrescono l’impatto è invece negativo. Gli analisti prevedono un +0,5% a maggio (ad aprile le vendite erano aumentate dell’1,6%).

Ore 14.30. Vendite al dettaglio negli Stati Uniti. US Retail Sales. Stesso discorso per le vendite negli Stati Uniti, che però invece di rallentare dovrebbero essere caratterizzate da una certa accelerazione, soprattutto dopo il dato di aprile che aveva visto un certo rallentamento (era stato registrato un misero +0,2%). Gli analisti prevedono un buon +0,4%. Il dato comunque soffre dell’aumento del petrolio, che si rifà tradizionalmente sui consumi della benzina.

Ore 13.45. Decisione sui tassi di interesse della BCE. ECB Rate Statement. E’ l’appuntamento più atteso. E non solo perché la decisione sui tassi di interesse è il market mover più importante per un Forex trader, in grado infatti di agire direttamente e indirettamente sul valore delle monete (al rialzo corrisponde un rafforzamento, al taglio corrisponde un indebolimento). La BCE, infatti, è chiamata a decidere su futuro del Quantitative Easing. Esso terminerà a settembre ma forse il sistema economico, e soprattutto le difficoltà dei paesi membri sul fronte del rifinanziamento, non sono ancora pronta per la chiusura del rubinetto. Certamente, Mario Draghi farà importanti dichiarazioni in merito. Nel frattempo, il costo del denaro verrà confermato allo 0,0% e i tassi sui depositi al -0,40%.