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Euro, Calendario Economico del 18 luglio 2018: focus su inflazione area Euro

Il 18 luglio 2018 si preannuncia una giornata abbastanza movimentata. Il calendario economico segnala, infatti, la pubblicazione del dato sull’inflazione nell’area Euro, che certamente impatterà sulla moneta unica. Altri eventi significativi riguarderanno la sterlina e il dollaro americano. Ecco una lista dei maggiori appuntamenti in programma e le previsioni degli analisti.

Ore 10.30. Indice dei prezzi al consumo nel Regno Unito. UK CPI. L’inflazione è un dato fondamentale non solo perché offre segnali circa la stabilità economica di un paese ma anche perché anticipa la politica monetaria, la quale impatta in maniera significativa sui rapporti tra le valute. Quando i prezzi si avvicino a una variazione del 2% all’anno, a prescindere dalla direzione, la valuta trae una spinta rialzista. Quando si allontanano, la valuta trae una spinta ribassista. Il problema dell’elevata inflazione è reale nel Regno Unito. I prezzi, infatti, dovrebbero essere aumentati del 2,6% da giugno 2017 a giugno 2018 (dato precedente: 2,4%).

Ore 11.00. Indice dei prezzi al consumo nell’area Euro. Euro Zone CPI. Discorso completamente diverso per l’euro zona, che anzi ha ritrovato una certa stabilità dopo anni di politica monetaria espansiva. Secondo gli analisti, i prezzi sono aumentati del 2% da giugno 2017 a giugno 2018, proprio come la rilevazione precedente. Certo, i dati potrebbero essere leggermente falsati dagli energetici, che hanno fatto registrare un aumento drastico dei prezzi, per quanto congiunturale.

Ore 14.30. Permessi di costruzione rilasciati negli Stati Uniti. US Building Permits. Il dato segnala il numero dei Permesso di Costruire sono stati ottenuti nell’ultimo anno. E’ importante perché offre una panoramica sulla vitalità del settore edilizio. Negli Stati Uniti, sono stati rilasciati tra giugno 2017 a giugno 2018, 1,32 milioni di permessi, circa 300mila in meno rispetto all’anno prima.

Ore 16.30. Scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti. US Crude Oil Inventories. Gli Stati Uniti sono tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. Sono stati quindi coinvolti dal pesante programma di tagli varato dall’OPEC per sostenere i prezzi del petrolio. Ad oggi, l’oro nero ha recuperato il terreno perduto, ma i tagli non si sono fermati. Gli Stati Uniti hanno tagliato ben 12,633 milioni di barili la settimana scorso. Dovrebbero farlo, in misura più o meno simile, anche questa settimana.