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Euro, Calendario Economico del 4 aprile 2018: focus su inflazione Eurozona

La giornata del 4 aprile 2018 si preannuncia molto importante per l’euro. Il calendario economico, infatti, riporta la pubblicazione del dato sull’inflazione dell’area. Appuntamenti di discreto impatto riguarderanno anche il dollaro australiano e soprattutto il dollaro americano. Ecco, come al solito, una lista dei maggiori eventi in programma e le stime degli analisti.

Ore 03.30. Vendite al dettaglio dell’Australia. Australian Retail Sales. Le vendite costituiscono un parametro importante in quanto anticipano le inflazioni e, di conseguenza, le decisioni in ambito monetario della banca centrale. Vendite in aumento impattano in senso rialzista sulla valuta di riferimento. Se le vendite, di contro, sono in diminuzione l’impatto è ribassista. L’Australia da questo punto di vista si prepara a una performance più che discreta. Relativamente a febbraio, ci si attende un aumento delle vendite dello 0,4% (a gennaio erano aumentate dello 0,1%).

Ore 10.30. Indice dei direttori degli acquisti del settore costruzioni. UK Construction PMI. L’indice misura il grado dei responsabili degli ordinativi del settore edilizio. Il valore che funge da spartiacque è il 50. Se l’indice performa meglio del previsto, l’impatto sulla valuta di riferimento è positivo. Altrimenti, l’impatto è negativo. Il PMI costruzioni del Regno Unito aveva fatto segnare un mediocre 51,4 a febbraio. A marzo, dovrebbe peggiorare ulteriormente. Ci si aspetta, infatti, un 50,5.

Ore 11.00. Inflazione dell’area Euro. Euro Zone CPI. L’inflazione è un market mover fondamentale, in quanto, oltre a offrire un termometro dei consumi e, in generale, delle condizioni economiche, anticipa le decisioni della banca centrale circa i tassi di interesse. Nell’immediato, una inflazione che si allontana dal target, che la BCE ha fissato “vicino” al 2% annuale, genera una spinta ribassista sull’euro. Se invece i prezzi si avvicinano alla soglia obiettivo, l’euro tende ad apprezzarsi. Buone notizie sul fronte dell’inflazione: da marzo 2017 a marzo 2018 i prezzi dovrebbero essere aumentati dell’1,4%. Il dato precedente aveva restituito un poco confortante 1,1%.

Ore 14.15. Variazione dell’occupazione non agricola negli Stati Uniti. US ADP Non Farm Employment Change. E’ il dato più importanti per il dollaro, tra quelli che riguardano il mondo del lavoro. Nello specifico, riporta la variazione in termini assoluto degli occupati in tutti i settori eccetto quello dell’agricoltura. Valori in crescita o migliori del previsto generano una spinta positiva sul dollaro. Valori in decrescita o peggiori del previsto generano una spinta negativa. A marzo, l’aumento dell’occupazione dovrebbe aver prodotto una piccola frenata, passando da 235mila a 205mila.

Ore 16.00. Indice ISM non manifatturiero degli Stati Uniti. ISM Non Manufacturing PMI. L’indice non è nient’altro che un PMI, elaborato però dall’ISM, Institute for Supply Management. Suggerisce il grado di attività dei responsabili degli ordinativi del settore non manifatturiero. Anche in questo caso, come nella stragrande maggioranza dei PMI, il valore che fa da spartiacque tra recessione ed espansione è 50. Il dato è previsto in calo, seppur di poco: da 59,5 dovrebbe passare a 59,0.