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Fibonacci nel trading: Ritracciamenti di Fibonacci e Teoria di Dow

Fibonacci nel tradingFibonacci nel trading può essere applicato con successo, ma è necessario comprendere il motivo per il quale funziona e superare le apparenze. Troviamo un indizio molto simile studiando la Teoria di Dow. Tale teoria spiega che un mercato in trend sviluppa prese di profitto ridotte entro l’area del 33%. Mentre utilizzando i ritracciamenti di Fibonacci sappiamo che un mercato in trend sviluppa prese di profitto pari al 23.6% oppure entro l’area di 38.2%. Si tratta dello stesso semplice fenomeno, che da sempre si sviluppa sui mercati e che viene studiato e riportato alla luce con parole diverse.

Premesso questo, possiamo decidere di utilizzare Fibonacci nel trading in vari modi, uno di questi metodi consiste nell’utilizzare i Ritracciamenti di Fibonacci. La teoria della successione di Fibonacci è certamente una grande scoperta, tuttavia se il nostro obbiettivo è sfruttare un margine previsionale sui mercati finanziari è opportuno utilizzare teorie più specifiche, come la Teoria di Dow, secondo me.

Sono certo, che i mercati finanziari rispettano degli equilibri naturali. Non è un caso infatti che la mia società si chiami Nature Law Trading, questo a dimostrare che ho grande considerazione di questi studi. Tuttavia è necessario evitare facili entusiasmi. Fibonacci nel trading funziona semplicemente perché un mercato in trend, prima di sviluppare una tendenza, configura sempre prese di profitto ridotte. Questo chiaramente ha a che fare con la natura umana.

Regole naturali dei mercati finanziari, come nascono le tendenzeFibonacci nel trading: Un esempio di come funzionano i ritracciamenti di Fibonacci

Per studiare le basi della sezione aurea ho acquistato anni fa un libro molto interessante. Si chiama appunto “La sezione aurea” di Mario Livio . E’ un libro in italiano. Non ha nulla a che fare con il trading, ma spiega la Teoria di Fibonacci e quindi la relazione con la Natura che ci circonda.

I ritracciamenti di Fibonacci che sono utili per misurare un mercato in trend sono principalmente 3: 23.6%, 38.2%, 50%. Misurare le prese di profitto di una tendenza oltre il 50% non ha alcun senso, poiché oltre tale limite abbiamo a che fare sempre con un inversione della tendenza.

Possiamo usare il livello pari a 23.6 per individuare un contesto con prese di profitto estremamente ridotte. Tale contesto anticipa una reazione esplosiva della tendenza. Prese di profitto ridotte anticipano sempre una reazione veloce e forte, poiché indica che i large trader non hanno messo all’incasso le posizioni e quando è così, si rileva nuova liquidità per supportare la continuazione del trend.

Il livello 38.2 indica prese di profitto ridotte e pertanto un potenziale di continuazione. Solitamente per il mio trading uso il riferimento pari al 33% per semplificare, non tengo conto del livello 23.6%. Sicuramente in alcuni contesti è possibile apprezzare la differenza, ma nella pratica a mio avviso è un livello trascurabile, poiché la maggior parte delle volte il mercato sviluppa velocemente una ripresa del trend, se le prese di profitto restano entro l’area del 33%. Consulta per approfondire l’articolo dove spiego “Come nascono le tendenze” e le Regole Naturali di Mercati Finanziari.

Il comportamento del mercato attorno al livello 50% indica un mercato che ha ancora un potenziale di continuazione o meno. Se le prese di profitto superano il 33% o 38.2% (praticamente è la stessa cosa) e restano entro l’area del 50%, il trend ha ancora un potenziale di continuazione, ma reagirà più lentamente. Impiegherà più tempo per sviluppare il prossimo trend. Mentre se le prese di profitto superano il 50%, il mercato tende a non sviluppare più alcun trend.

Perché le prese di profitto ridotte anticipano il prossimo trend?

I large trader detengono la maggior parte dei capitali presenti a mercato, e di fatto li controllano anche. Lavorano con una strategia ben precisa. E’ sufficiente osservare gli indizi giusti, per fruttare un margine previsionale.

Tutti prosperano sui mercati finanziari sfruttando le variazioni di mercato. Più le variazioni sono ampie, maggiori sono i profitti di conseguenza. Questo vale per i trader privati, quando per i large trader. Pertanto i trader istituzionali operano spostando il prezzo oltre determinati punti chiave, per ricercare la liquidità a supporto, con l’intenzione di produrre una tendenza. Solitamente tali punti corrispondono a livelli tondi, in prossimità dei massimi o minimi settimanali, mensili, triennali e annuali.

Quando altri large trader portano la loro liquidità, il mercato chiude oltre questi livelli. In questo modo sappiamo che c’è liquidità a supporto, e può svilupparsi una continuazione del trend. Quando invece rileviamo un collasso, sappiamo che non c’è la liquidità a supporto. (Per approfondire puoi guardare un video dove ho spiegato questo metodo)

Dopo lo sviluppo di un trend misuriamo sempre le prese di profitto. Possiamo farlo usando la Teoria di Dow o i livelli di Fibonacci, ma come abbiamo visto la sostanza non cambia. Un mercato con prese di profitto ridotte, tende sempre a produrre una continuazione, per una ragione molto semplice. Se le prese di profitto restano ridotte, è perché i large trader non hanno messo all’incasso le posizioni e quando si comportano così, significa che sono ancora interessati a supportare lo sviluppo del trend. Quando invece le prese di profitto superano il 50% significa che i large trader stanno incassando, e pertanto il trend non ha più una prospettiva di continuazione.

Autore

Mi occupo di trading di lungo termine (trend following) e attraverso questo blog condivido materiale utile per gli studenti della community Forex Trading University / Over Traders. Spiego il business del trading, concepito per sfruttare ampie variazioni di mercato e poi condivido tecniche, metodi e strategie di trading per consentire a tutti gli avventori di avvicinarsi alla nostra community. Attualmente la community conta circa 800 membri fra studenti e trader.

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