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GBP, Calendario Economico del 13 settembre 2017: focus su salari britannici

Che giornata si preannuncia quella del 13 settembre 2017? Niente di straordinario in vista, ma il calendario economico riporta comunque eventi in grado di influenzare la sterlina (GBP) e il dollaro. Ecco, come al solito, un elenco degli eventi più importante e le relative stime degli analisti.

Ore 10.30. Indice dei salari medi inclusi bonus in Gran Bretagna. GB Average Earning Index. L’indice misura la variazione dei salari medi in tutti i settori, compresi i premi. E’ un parametro importante perché a un aumento dei salari corrisponde un aumento del potere di acquisto e ciò si ripercuote positivamente sui consumi interni e sulla salute dell’economia nella sua totalità. Valori positivi, ovviamente, spingono al rialzo la sterlina (GBP). Gli analisti prevedono che i salari siano aumentati del 2,3% dal terzo trimestre 2016 al terzo trimestre 2017. La scorsa rilevazione aveva fatto registrato un buon +2,1%.

Ore 10.30. Tasso di disoccupazione in Gran Bretagna. GB Unemploymen Rate. Il tasso di disoccupazione è uno dei parametri più importanti in quanto offre una panoramica sul mercato del lavoro nonché qualche indizio circa i consumi interni. Valori in crescita generano un impatto negativo sulla valuta (in questo caso il GBP), valori in diminuzione generano un impatto positivo. La disoccupazione a luglio dovrebbe esseri pari al 4,4%, proprio come quella di giugno.

Ore 14.30. IPP mensile negli Stati Uniti. US PPI m/m. L’indice dei prezzi alla produzione calcola la variazione dei prezzi registrati dai venditori e non ai consumatori. E’ un parametro importante in quanto offre un indizio circa l’inflazione vera e propria. Attualmente, l’Occidente attraversa un periodo di bassa inflazione, quindi il dato di domani, dovrebbe far felici gli investitori e agli analisti. Gli analisti, infatti, prevedono un +0,3% da luglio ad agosto (lo scorso mese l’IPP era in territorio negativo).

Ore 16.30. Scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti. US Crude Oil Inventories. Attualmente, il prezzo del petrolio è più basso di quanto non debba essere. Ciò ha spinto l’OPEC a varare un programma di riduzione della produzione. Per questo motivo, il dato sulle scorte statunitense, che sono tra i maggiori produttori a livello mondiale, assume una importanza notevole. Ebbene, gli USA hanno smesso da qualche giorno di tagliare le scorte. Secondo gli analisti, le scorte, nel giro di una settimana, dovrebbero essere addirittura aumentate, e per la precisione di 2,286 milioni di unità. Un risultato non proprio pessimo, se si pensa che la scorsa volta era stato registrato un +4,580 milioni.