GBP, Calendario Economico del 17 aprile 2019: focus su inflazione britannica

Giornata molto movimentata sul fronte prezzi, quella del 17 aprile 2019. Tra le altre cose, il calendario economico segnala la pubblicazione del dato sull’inflazione del Regno Unito, che impatterà certamente sul GBP (sterlina inglese). Di seguito, come al solito, la lista degli appuntamenti più importanti e le opinioni degli analisti.

Ore 00.45. Indice dei Prezzi al Consumo della Nuova Zelanda. New Zealand CPI. L’inflazione è un market mover fondamentale, anche perché guida le scelte di politica monetaria. L’impatto sulla valuta non dipende tanto dalla direzione che prende l’inflazione, quanto dal rapporto con il target del 2% annuo. Se l’inflazione si avvicina, l’impatto è rialzista. Se si allontana, l’impatto è ribassista. Nel primo trimestre l’inflazione neozelandese, pur in rialzo, dovrebbe mantenersi su livelli molto bassi.

Ore 01.50. Saldo della Bilancia Commerciale in Giappone. Japan Trade Balance. Il saldo della bilancia commerciale è un market mover da non trascurare in quanto incide sulla massa monetaria. Quando il saldo migliora, ovvero il deficit si riduce o il surplus aumenta, l’impatto sulla valuta è rialzista. In caso contrario, l’impatto è ribassista. Nonostante le tensioni commerciali globali, il saldo giapponese di marzo dovrebbe segnare un aumento (da 335 a 372 miliardi).

Ore 04.00. Prodotto Interno Lordo della Cina. China GDP. Il PIL è il dato più importante tra quelli che riguardano l’economia reale. Quando aumenta al di là delle aspettative, l’impatto sulla valuta è rialzista. In caso contrario, l’impatto è negativo. Il PIL della Cina sta destando una certa preoccupazione, dato il rallentamento economico cadenzato ma apparentemente inarrestabile. Dinamica, questa, che dovrebbe essere confermata mercoledì: il PIL del primo trimestre dovrebbe attestarsi sull’1,4%, dieci punti base in meno rispetto alla rilevazione precedente.

Ore 04.00. Produzione industriale della Cina. China Industrial Production. Questo market mover segnala la variazione dei beni prodotti dal settore secondario durante il periodo di riferimento. Se la variazione è superiore alle aspettative l’impatto sulla valute è rialzista; se la variazione è inferiore alle aspettative, l’impatto è ribassista. Nonostante i timori circa un rallentamento economico, la produzione industriale della Cina dovrebbe aver subito una impennata negli ultimi dodici mesi (+5,9%, in luogo del 5,4% della rilevazione precedente).

Ore 04.00. Vendite al dettaglio in Cina. China Retail Sales. Il dato sulle vendite segnala la variazione del valore dei beni venduti al consumo nel periodo di riferimento. Se la variazione è superiore alle aspettative l’impatto sulla valute è rialzista; se la variazione è inferiore alle aspettative, l’impatto è ribassista. Nonostante le preoccupazioni per un rallentamento economico, le vendite dovrebbero segnare un ottimo +8,2% in relazione al periodo marzo 2018-marzo 2019 (rilevazione precedente: +8,2%).

Ore 10.30. Indice dei Prezzi al Consumo nel Regno Unito. UK CPI. L’inflazione britannica ha destato in passato molte preoccupazione, in via di una accelerazione dei prezzi non compensabile da una politica monetaria restrittiva. Fortunatamente, il dato relativo a marzo dovrebbe segnalare un rallentamento dei prezzi (da +0,5% a +0,3%).

Ore 11.00. Saldo della Bilancia Commerciale nell’Unione Europea. EU Trade Balance. Nonostante i timori per un rallentamento economico (che per alcuni paesi sfocia nella recessione), l’Unione Europea dovrebbe far segnare un aumento poderoso del saldo della bilancia commerciale: da 1,5 miliardi a 12,3 miliardi nel solo mese di febbraio. D’altronde, la maggior parte dei paesi UE si caratterizza per una imponente tendenza esportatrice.

Ore 11.00. Indice dei Prezzi al Consumo nell’area euro. Euro Zone CPI. L’inflazione della zona euro è un problema da molti anni, a tal punto da ispirare una politica monetaria ultraespansiva da parte della BCE. Politica che sembra non aver sortito gli effetti sperati, come si evincerà dal dato anno su anno che verrà pubblicato giovedì: +1,4%, proprio come la rilevazione precedente.

Ore 14.30. Saldo della Bilancia Commerciale negli Stati Uniti. US Trade Balance. Nonostante la battaglia ingaggiata dall’amministrazione Trump contro il deficit commerciale (che ha ispirato la guerra dei dazi), gli Stati Uniti dovrebbero far segnare un ulteriore peggioramento della bilancia commerciale: da -51,10 miliardi a -53,50 miliardi a febbraio.

Ore 16.30. Scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti. US Crude Oil Inventories. Dopo un significativo aumento delle scorte, gli Stati Uniti dovrebbero far segnare una crescita più contenuta (da +7,029 a +2,294 milioni).

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.