GBP, Calendario Economico dell’11 giugno 2019: focus su salari UK

La giornata dell’11 giugno 2019 si preannuncia molto tranquilla. Il calendario economica segnala pochi eventi in grado di influenzare il mercato. Si segnala il dato sui salari del Regno Unito, valevole per il GBP (sterlina inglese) e poco altro. Ad ogni modo, ecco una lista degli eventi più importanti del giorno e le stime degli analisti.

Ore 10.30. Indice dei salari medi inclusi bonus. UK Average Earnings. Il dato segnala la variazione dei salari. E’ molto importante perché, se relazionato all’inflazione, disegna le dinamiche del potere di acquisto. Ad ogni modo, se i salari crescono e soprattutto lo fanno oltre l’inflazione, la valuta, in questo caso il GBP, trae una spinta positiva. Se i salari non crescono o sono più bassi dell’inflazione, la spinta è ribassista. Secondo gli analisti, i salari sono cresciuti del 3,o% ad aprile (dato precedente: 3,3%).

Ore 10.30. Tasso di disoccupazione del Regno Unito. UK Rate Unemployment. Il tasso di disoccupazione è uno dei parametri più importanti del mercato del lavoro. Se il tasso cresce, la valuta trae una spinta ribassista. Se il tasso decresce, la spinta è rialzista. Nonostante il periodo di incertezza economico, nel Regno Unito il tasso di disoccupazione dovrebbe permanere su livelli molto bassi, pari al 3,8%.

Ore 10.30. Variazione delle richieste di sussidi di disoccupazione. UK Claimant Count Change. Il dato misura la variazione delle richieste di sussidi in un dato mese. E’ un indicatore importante del mondo del lavoro, in grado di “raffinare” il tasso di disoccupazione. Ad ogni modo se la variazione è elevata, l’impatto sulla valuta è negativo. In caso contrario, l’impatto è positivo. Ad aprile la variazione era stata di 24mila unità. In merito a maggio gli analisti non si sono espressi in modo concorde.

Ore 14.30. Indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti. US PPI. L’indice misura la variazione dei prezzi rilevata al passaggio delle merci dai produttori ai commercianti. E’ un dato importante perché anticipa l’inflazione. Per altro, segue le stesse regole: se si avvicina al 3% l’impatto sulla valuta è positivo, altrimenti l’impatto è negativo. Secondo gli analisti, il PPI americano dovrebbe frenare allo 0,1% a maggio (dato precedente: +0,2%), alimentando le paure per un rallentamento dei prezzi.

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