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JPY, Calendario Economico del 14 agosto 2017: focus su PIL giapponese

Giornata molto interessante, quella di lunedì 14 agosto 2017. Il calendario economico riposta numerosi appuntamenti in grado di impattare sul mercato valutario, in primo luogo sul JPY. Il riferimento è all’annuncio sui dati del PIL. Ovviamente, non si tratta dell’unico evento notevole in programma. Ecco, come di consueto, una panoramica di quello che ci aspetta lunedì prossimo.

Ore 00.45. Vendite al dettaglio della Nuova Zelanda. New Zeland Retail Sales. Le vendite al dettaglio rappresentano un parametro importante perché danno una idea dei consumi interni di un paese e forniscono segnali in riferimento a parametri ancora più importanti, come l’inflazione. La Nuova Zelanda sta cercando di evitare il rischio di stagnazione economica con una politica espansiva. I risultati si vedono anche su questo fronte. Le vendite nel primo trimestre avevano fatto segnare un buon +1,5%, dato che potrebbe essere confermato anche per il secondo trimestre.

Ore 01.50. PIL trimestrale del Giappone. Japan GDP q/q. Il Giappone soffre di problemi strutturali simili a quelli europei: bassa inflazione, bassa crescita etc. Per questo motivo la banca centrale nipponica ha adottato una politica monetaria estremamente espansiva. Beh, a quanto pare, almeno limitatamente al dato del PIL, sembra stia dando i suoi frutti. Gli analisti, infatti, credono che l’economia sia crescita nel secondo trimestre addirittura dello 0,6%, una variazione doppia rispetto a quella registrata nel primo trimestre. Se questa previsione dovesse avverarsi, il JPY ne acquisirebbe un sicuro slancio.

Ore 04.00. Produzione industriale della Cina. Il dato offre una panoramica molto realistica della saluta del settore manifatturiero. Numeri positivi o comunque al di sopra delle attese generano una spinta rialzista della valuta, mentre accade il contrario se i numeri sono negativi o inferiori alle attese (va detto però che lo yuan è poco flessibile, visto l’interventismo del governo). La produzione industriale cinese dovrebbe subire un rallentamento nel periodi luglio 2016-luglio 2017: è previsto un +7,2%, che è una variazione davvero notevole, ma comunque inferiore a quella fatta registrare nel periodi precedente (+7,6%).

Ore 11.00. Produzione industriale dell’Unione Europea. Stesso discorso per la produzione industriale dell’Unione Europea. Il vecchio continente ha da recuperare molto terreno, visto che gli strascichi della crisi si fanno sentire, tant’è che ancora non si è ritornati ai livelli del 2007. Uno stato di difficoltà che verrà certificato dai dati di lunedì: gli analisti credono la produzione industriale a luglio sia scesa dello 0,4% (a maggio era aumentata di un buon punto percentuale).