Frost e Prechter Ralph Nelson Elliott Teoria delle Onde di Elliott Webinars Fx University

Le Onde di Elliott per capire la struttura delle tendenze

Vediamo prima tutto da dove origina la teoria delle Onde di Elliott. Ralph Nelson Elliott naque nel 1871 e dedicò gran parte della sua vita allo studio dei mercati, per elaborare una sua personale visione. Prese spunto dalla Teoria di Dow, si dice infatti che tale teoria affrontò l’argomento in modo più grezzo, mentre Elliott si dedico ad elaborare una teoria più precisa e raffinata. Nel 1934 Elliott scrisse a Charles Collins (un editore di Wall Street) per informarlo della sua teoria, da allora intercorse un fitto carteggio per approfondire aspetti e per entrare sempre più nello specifico. Charles Collins si rese subito conto dell’importanza del suo lavoro e si adoperò per far pubblicare “Elliott Wave Principle” che includeva la prima monografia, con tutto il suo lavoro sulle Onde di Elliott.

Da allora e grazie a Collins, Ralph Nelson Elliott entrò a Wall Street. Due anni prima della sua scomparsa Elliott pubblico “Nature Law: The secret of the Universe” interamente dedicato alla Teoria delle Onde di Elliott con ulteriori approfondimenti. Il lavoro di Elliott rischiò in seguito di andare completamente perduto. Hamilton Bolton fortunatamente si occupò di tramandare tutto il suo lavoro, pubblicando per 14 anni un supplemento intitolato “Elliott Wave supplement al Bank Credit Analyst”. Dopo il 1967, dopo la scomparsa di Bolton, nuovamente il lavoro di Elliott rischiò di non vedere più la luce. Fortunatamente nel 1978 A.J.Frost e Robert Prechter rilevarono l’Elliott Wave Analyst (ormai introvabile nelle librerie) per tramandare ancora, alle successive generazioni la Teoria sulle Onde di Elliott e tutti i sui studi collegati.

Ho voluto riportare qualche cenno storico per far capire che è un dovere per ognuno di noi, studiare e poi tramandare. Una volta ho scritto un breve articolo su questo. In particolare spiegavo che “Il vero scopo dello studio è quello di ricevere e trasmettere“. Ne sono sempre stato convinto e dopo aver sentito un intervista del Rav.Di Segni (Ho incluso il video nell’articolo) ho potuto rafforzare tale convinzione. Inoltre impariamo quando sia vero questo principio, semplicemente osservando gli sviluppi storici di ogni saggezza, il lavoro di Elliott non fa eccezione. Questo articolo e i prossimi che scriverò sono il mio modesto contributo, affinché la Teoria delle Onde di Elliott resti viva negli anni avvenire.

Vediamo adesso i fondamenti della teoria. Elliott formulò la teoria con uno scopo operativo, anche se in seguito fu chiaro che poteva essere utilizzata anche come strumento previsionale a scopo strategico. Anzi A.J.Frost e Robert Prechter nel loro libro “La teoria delle Onde di Elliott” evidenziano il fatto che la teoria è un eccezionale strumento previsionale. Personalmente la utilizzo più a scopo strategico. Utilizzare la teoria a scopo strategico consente di anticipare ampie variazioni di mercato su time frame elevati e questo consente un trading di lungo termine.

Partiamo da un presupposto fondamentale, ogni teoria deve essere prima appresa e poi deve essere integrata nel proprio trading. Solo in questo modo è possibile sfruttare le potenzialità della Teoria delle Onde di Elliott, come per ogni altro lavoro. L’ingenuo che pensa di leggere il libro e macinare soldi velocemente, resterà sempre deluso. Su questo punto voglio riportare il grande esempio che ci è stato dato proprio da Ralph Nelson Elliott e da chi ha continuato a tramandare il suo lavoro. Ho letto tutti i libri che potevo trovare sull’argomento e in nessuna delle migliaia di pagine lette ho trovato mai le parole “soldi”, “fare soldi” o affini. Viene spiegata la teoria, i comportamenti del mercato, come anticipare il mercato e molto altro, ma con uno scopo scientifico. Tutto chiaramente mirato a studiare il mercato, per trovare contesti in grado di fornire ampie variazioni di mercato. Quello che serve per costruire piani di trading in grado produrre profitti. Elliott parlava di trading, non di come fare soldi. Cerchiamo di seguire il suo esempio.

La Teoria delle Onde di Elliott

Elliott ci ha insegnato che il mercato configura dei comportamenti che sono ripetitivi. Il mercato passa sempre da una fase propulsiva, a una fase correttiva. Una fase propulsiva è caratterizzata da una struttura a 5 onde, mentre una fase correttiva è caratterizzata da una struttura a 3 onde. Tali strutture poi possono essere ulteriormente divise, poiché le onde 1,3,5 che formano dei segmenti di trend, costituiscono la parte propulsiva del trend. Quindi la parte del trend che produce variazioni di mercato più ampie. Mentre le onde 2,4 costituiscono le fasi correttive di un ciclo più ampio.

Mentre la struttura propulsiva viene indicata con i numeri, la fase correttiva solitamente viene indicata con le lettere. Le fasi correttive configurano 3 onde e indicano il livello delle prese di profitto, dopo lo sviluppo di un trend. Tale struttura anticipa lo sviluppo di un nuovo segmento di trend e quindi di una nuova fase propulsiva.

Ogni trend può essere diviso e analizzato poiché all’interno di un segmento di trend è possibile trovare, nel time frame inferiore, una struttura a 5 onde e durante ogni fase correttiva, una struttura a 3 onde.

Nell’esempio a sinistra vediamo una fase propulsiva (in verde), per esempio rilevata sul time frame settimanale. In grigio vediamo la struttura rilevabile sul time frame giornaliero, caratterizzata da più fasi propulsive o impulsive e più fasi correttive.

Elliott mirava a trovare un ordine naturale per capire il mercato. Tale ordine a volte è chiarissimo, altre volte meno. Ma è necessario ricordare a questo punto, che l’obbiettivo di ogni trader, non è avere sempre ragione, ma avere a disposizione uno strumento in più, che quando funziona, ci fornisce ottimi elementi previsionali e operativi.

Vediamo adesso una serie di regole basilari per tracciare le Onde di Elliott durante il loro sviluppo. Aggiungo inoltre che Elliott consigliava di etichettare le onde, senza avere la pretesa di sapere con certezza gli sviluppi. Piuttosto consigliava di approcciarsi con uno spirito aperto a nuovi adattamenti. Capita infatti di iniziare a tracciare una fase propulsiva, tanto per fare un esempio, che poi non si rivela tale. Allora il trader dovrà occuparsi di ri-etichettare le onde secondo la nuova struttura rilevata. Adesso abbiamo visto le due strutture di base, ma vedremo nei prossimi articoli ulteriori strutture previste nella teoria.

Le regole da tenere a mente sono principalmente 5, per le strutture a 5 onde:

  1. L’onda 2 di una struttura propulsiva a 5 onde, non procede mai oltre il punto dell’onda 1.
  2. L’onda 3 di una struttura propulsiva a 5 onde, non è mai la più corta.
  3. L’onda 4 di una struttura propulsiva a 5 onde, non entra mai nel territorio dell’onda 1.
  4. Quando l’onda 1 configura un range ridotto, solitamente le onde 3 e 5 svilupperanno range più ampi.
  5. Quando l’onda 1 configura un range ampio, solitamente l’onda 3 sarà di ampiezza simile, ma l’onda 5 risulterà troncata.

Mentre per le strutture correttive abbiamo 3 regole principali:

  1. Quando l’onda “a” si configura ad ampio range, solitamente l’onda “c” risulterà troncata.
  2. Quando l’onda “a” si configura con un range stretto, solitamente l’onda “c” tenderà a sviluppare un range più ampio.
  3. Se la fase correttiva nel suo complesso non supera il 33% di tutta la struttura a 5 onde, solitamente tale contesto tende ad anticipare lo sviluppo di un nuova struttura a 5 onde.

Alcune regole derivano dalle istruzioni originali di Elliott, mentre altre sono elaborazioni prodotte da me, per adattare la teoria alle mie esigenze specifiche. In particolare per il mercato del forex, anche se ho potuto avere riscontri positivi, anche con gli indici ed alcune materie prime. La teoria inizialmente è stata concepita studiando i mercati azionari e degli indici. Nei prossimi articoli fornirò ulteriori elementi forniti da Elliott, con le relative elaborazioni sviluppate da me.

About the author

Stefano Mastria

Il mio nome è Stefano Mastria e sono un imprenditore. Mi occupo principalmente di trading sul forex. Attraverso questo blog condivido i miei studi, le mie tecniche e le mie riflessioni sul business del trading. Lavoro principalmente usando una metodologia, che io chiamo Analisi Strategica, che include componenti di analisi tecnica, teoria di Andrews e teoria di Elliott. Nel 1999 ho iniziato a studiare il business del trading e ad appassionarmi alla materia. Poi nel 2009 ho avviato il business vero e proprio, nel mercato dei cambi.

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