Metodo gestionale per garantire spese di piccola entità, con opportunità infruttuose

Metodo gestionale spese di piccolaLa messa in opera di una gestione richiede competenze previsionali e competenze gestionali. Le competenze previsionali hanno il compito di identificare condizioni di mercato ottimali, in grado di anticipare un certo numero di volte ampie tendenze. Mentre il compito delle competenze gestionali è quello di gestire spese e profitti. Nell’ambito della gestione delle spese sono necessarie più tecniche o metodi per garantire spese basse.

Questo metodo serve per garantire spese di piccola entità, ogni volta che le opportunità diventano immediatamente infruttuose. Siamo in grado di sfruttare il potenziale delle opportunità, ma sappiamo che un certo numero di volte, anche le migliori opportunità reagiscono in modo infruttuoso, pertanto è necessario un metodo per tagliare e ridurre le spese delle opportunità senza prospettiva.

Come si comporta il mercato quando non offre più prospettive

Esistono diverse condizioni di mercato che anticipano reazioni sfavorevoli durante la fase del setup, in particolare in questo articolo ci soffermeremo su 2 condizioni più frequenti. Per comprendere a pieno gli argomenti è preferibile studiare prima il metodo per rilevare la presenza di liquidità a supporto.

Crollo sotto il 50% della barra del setup

Ogni volta che viene posto un setup utilizziamo come riferimento una barra di trend che indica la presenza di liquidità a supporto. Tale barra indica una fase di trend che ha avuto luogo nel corso delle 24h precedenti. In base alla Teoria di Dow sappiamo bene che un mercato in trend presenta prese di profitto ridotte, pertanto quando il prezzo supera il 50% della barra del setup, nella stragrande maggioranza dei casi, non si sviluppa più un trend. Mentre quando il mercato resta nell’area del 33%, fino ad un massimo del 50%, conferma ancora un comportamento con un potenziale di trend.

Superamento del minimo di riferimento

Una giornata o una settimana con un potenziale di continuazione rialzista non supera mai il minimo giornaliero o il minimo settimanale nel corso dell’arco di tempo della barra. In pratica se oggi c’è un potenziale di continuazione rialzista lo so perché il mercato non supera il minimo di giornata. Se invece supera il minimo di giornata, anche per poco tempo, solitamente nel corso della barra non si sviluppa più un trend. Lo stesso vale per la barra settimanale, una settimana con un potenziale ribassista non supera mai il massimo della settimana precedente. Se una barra settimanale in un trend ribassista supera anche solo per poche ora il massimo settimanale, nella maggior parte dei casi, nel corso della settimana, non si sviluppa più un trend.

La gestione degli stop loss

Lo stop loss è uno strumento importantissimo che ci consente di gestire il rischio in vari modi. Va sempre trasmesso al broker contestualmente all’ordine pendente, per garantire un rischio massimo ben definito. Se lo stop loss non è stato definito, significa che non è stata definita una gestione del rischio e pertanto diventa molto pericoloso operare. La pericolosità non deriva dal business in se per se, ma dalla poca preparazione dell’operatore. Il business viene reso sicuro dall’esperienza e dalle capacità del singolo trader.

Lo stop massimo

Ogni volta che entriamo a mercato usiamo uno stop massimo che viene inviato al broker contestualmente all’ 0rdine pendente. In ogni piano di trading viene stabilito un punto di riferimento, per esempio nel Piano Base (che ricevono in PDF gli iscritti al coaching gratuito) utilizziamo semplicemente il minimo della barra di trend che indica la presenza di liquidità a supporto.

Si tratta di una misura di sicurezza necessaria per garantire una spesa ridotta ogni volta che capita un evento inaspettato. In questo caso è il broker ad eseguire lo stop per nostro conto. Tale misura deve essere eseguita con estrema parsimonia, preferibilmente mai o 1-2 volte l’anno, come condizione estrema.

Lo stop a tempo

Lo stop massimo è una condizione estrema perché nella maggior parte dei casi siamo noi ad applicare una gestione, senza affidarci allo stop massimo o all’affidabilità del broker.

Lo stop a tempo ci consente di concludere un setup, con una piccola spesa, entro un determinato orario. Sappiamo che al mattino il mercato viene mosso dalla liquidità europea, dalle 15 circa dalla liquidità americana. Pertanto giunti alle 19/20, in mancanza di sviluppi, non ha senso lasciare aperto un setup. Tutte le opportunità infruttuose devono sempre essere fermante, altrimenti nell’80% dei casi genereranno spese troppo ampie.

Il lavoro del trader consiste nel esporre un rischio, e massimizzarne il risultato. Quando un rischio esposto non ha più una prospettiva, la cosa migliore da fase è eliminare il rischio, con il minor dispendio economico possibile.

Lo stop al 50%

Quando invece il mercato scende sotto il 50% della barra del setup interveniamo manualmente per fermare il setup e garantire spese ridotte. Quando il mercato si comporta in questo modo nella maggior parte dei casi non sviluppa più una tendenza, pertanto la cosa migliore da fare è interrompere il setup per garantire una spesa ridotta.

Cosa si fa quando il mercato reagisce in modo compatibile con il piano?

Quando il mercato configura una reazione pienamente compatibile con il piano di trading ci impegnamo a ridurre il rischio, per dare tempo e spazio al mercato, affinché i profitti possano maturare. La gestione del rischio richiede un intervento pronto e veloce, mente la gestione dei profitti richiede tempo. Nel prossimo articolo vedremo il metodo gestionale per dare tempo e spazio al mercato, in pratica quello che serve per ridurre il rischio e far maturare i profitti.

Nel video spiego tutto alla lavagna:

Autore

Sono un imprenditore. Mi occupo principalmente di trading e attraverso questo blog condivido i miei studi, le mie tecniche e le riflessioni sul business del trading. Lavoro principalmente usando una metodologia, che chiamo Analisi Strategica, che include componenti di analisi tecnica, teoria di Andrews e teoria di Elliott. Nel 1999 ho iniziato a studiare il business del trading e ad appassionarmi alla materia. Poi nel 2009 ho avviato il business vero e proprio, nel mercato dei cambi.

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