NZD, Calendario Economico del 25 Giugno 2019: focus su tassi neozelandesi

La giornata del 25 giugno 2019 si preannuncia abbastanza tranquilla. Il calendario economico segnala pochi eventi in grado di impattare sul mercato. Tra questi spicca la decisione dei tassi di interesse della Reserve Bank of New Zealand (valevole per l’NZD). Ad ogni modo, ecco una lista degli appuntamenti più importanti e le stime degli analisti.

Ore 04.00. Decisione sul tasso di interesse della New Zealand Reserve Bank. RBNZ Rate Statement. Qualsiasi modifica ai tassi di interesse è un market mover di incredibile potenza, sia per l’aspetto psicologico che lo caratterizza sia per gli effetti tecnici generati sulla massa monetaria. Quando i tassi vengono alzati, la valuta di riferimento, in questo caso l’NZD dollaro neozelandese, trae una spinta rialzista. Quando i tassi vengono abbassati, la spinta è ribassista. La banca centrale della Nuova Zelanda dovrebbe mantenere i tassi in territorio relativamente espansivo, ovvero all’1,5%.

Ore 08.00. Rapporto GFK sul clima tra i consumatori tedeschi. GFK German Consumer Climate. Il rapporto, realizzato dalla grande multinazionale di indagini statistiche GFK, è frutto di un sondaggio condotto su migliaia di consumatori tedeschi. Produce inoltre un indice, il cui spartiacque pessimismo-ottimismo è lo zero. Quando l’indice è superiore al previsto, e comunque in crescita, la valuta trae una spinta rialzista. Quando l’indice è inferiore al previsto o addirittura in decrescita, la spinta è ribassista. Secondo gli analisti, l’indice si attesterà introno al 10.0 (rilevazione precedente: 10.1).

Ore 11.15. Discorso del Governatore BoE Carney. BoE Governor Carney Speech. Il discorso del governatore della banca centrale inglese è atteso dagli analisti e dagli investitori, ansiosi di scoprire se la politica monetaria britannica subirà una variazione.

Ore 14.30. Principali ordinativi di beni durevoli degli Stati Uniti. US Core Durable Goods Orders. Il parametro segnala la variazione del valore degli ordini commissionati all’industria, riguardanti nello specifico un paniere di beni principali. E’ un indicatore importante dell’economia reale. Ad ogni modo, quando la variazione è superiore al previsto, l’impatto sulla valuta è positivo. Quando la variazione è inferiore al previsto o addirittura negativa, l’impatto è negativo. Dopo un aprile stagnante, gli ordinativi dovrebbero aver ripreso – a maggio – la via della crescita, seppur ancora debole. Gli analisti infatti prevedono il +0,1% (precedente variazione: 0,0%).

 

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