Previsioni Euro 2017: gli scenari possibili

L’euro sarà, suo malgrado, il vero protagonista del 2017. Tanta la carne al fuoco: si segnalano, infatti, importanti scadenze elettorali in Francia e Germania. A incidere saranno i fattori che hanno impattato pesantemente sulla valuta nell’anno che sta volgendo al termine: crescita anemica, crisi dei migranti, turbolenze politiche etc. Ecco una previsione per il 2017 circa i cambi con le maggiori valute: dollaro, sterlina, yen.

Euro-dollaro. Il cambio più importante del Forex, in grado di muovere in un giorno un volume superiore all’intero debito pubblico italiano, vivrà un periodo di forte incertezza. Si scontreranno due forze opposte: la tendenza dell’amministrazione Trump a migliorare le esportazioni e la debolezza economica-politica dell’area Euro. Tuttavia, sono in molti a pensare che la contesa vedrà come vincitrice (al ribasso) la moneta unica. Si parla, ormai, di parità. E’ di questa idea Nomura, che prevede una quotazione di 1,00 entro i dodici mesi. Altri, come Goldman Sachs, si spingono oltre e prevedono lo sfondamento della soglia psicologica e un ritorno al passato, precisamente al 2002, con un significativo 0,90. Ad ogni modo, tutto è incerto, anche perché rimangono avvolte nel mistero le reali intenzioni di Trump e le contese elettorali in Francia e Germania (un po’ meno in questo caso) sono assolutamente aperte.

Euro-sterlina. Il destino del pound ha tenuto banco soprattutto in estate, quando sembrava avviarsi verso la catastrofe post-brexit. La moneta britannica ha sì perso molto ma non è crollata. Lo farà nel 2017? Ad attutire la caduta rispetto all’euro, come già accennato, saranno le tendenze ribassiste della moneta unica. Ad ogni modo, tutto dipende da come andranno i negoziati per la Brexit. Anche perché si è ormai capito che l’economia del Regno Unito tiene botta, quindi le speranze ribassiste giacciono tutte nel clima di incertezza generato, o generabile, dai negoziati. Secondo gli analisti, però, il pound si stabilizzerà nel corso dei prossimi mesi, per la precisione intorno allo 0,91 (euro-sterlina).

Euro-yen. Il cambio è in questo caso piuttosto laterale. D’altronde l’Europa e il Giappone soffrono degli stessi problemi, sia dal punto di vista economico che sociale. Si prospetta, quindi, un 2017 all’insegna dell’118-120. A incrinare questa prospettiva potranno essere solo degli sconvolgimenti in Europa o una ripresa ben oltre le aspettative del paese nipponico. L’impressione, però, è che il cambio si stabilizzerà a questi livelli, anche perché si segnala una forte convergenza delle banche centrali.

Euro-franco svizzero. Si parla ancora di parità. Questa volta, però, si tratta di un processo fisiologico, derivante alla decisione della banca centrale elvetica di eliminare il tetto al cambio eur/chf. L’iniziativa è stata presa a inizio 2015 ma nonostante siano passati quasi due anni influenzerà ancora per molto tempo il cambio tra le due valute. Ad ogni modo, questo processo verrà esacerbato dalle spinte ribassiste che, come giù ampiamente accennato, coinvolgeranno l’euro nel 2017. Il più alacre sostenitore della parità è, non certo a sorpresa, la Deutsche Bank (che punta da sempre il dito contro la svalutazione). Per la precisione ha indicato tre nuovi target per il prossimo anno: 1.04, 1.02, 1.00. Attualmente, il cambio, strenuamente difeso dalla Swiss National Bank, si attesta sull’1.08.

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