USD, Calendario Economico del 16 ottobre 2019: focus su vendite USA

Giornata abbastanza movimentata, quella del 16 ottobre 2019. Il calendario economico segnala molti eventi in grado di impattare sul mercato. Tra questi, la pubblicazione del dato sulle vendite americane, che eserciterà un’influenza significativa sull’USD. Ad ogni modo, ecco la lista con gli eventi più importanti e le stime degli analisti.

Ore 10.30. Indice dei prezzi al consumo del Regno Unito. UK CPI. L’inflazione è un market mover fondamentale, seconda solo alle decisioni di politiche monetarie, che tra le altre cose orienta in maniera quasi diretta. Quando l’inflazione si avvicina al 2% annuo, la valuta trae una spinta rialzista; quando l’inflazione si allontana, la spinta è ribassista. L’inflazione del Regno Unito è data allo 0,2% relativamente a settembre (dato precedente: +0,4%).

Ore 11.00. Indice dei prezzi al consumo dell’euro zona. Eurozone CPI. L’inflazione bassa è un problema endemico dell’area euro, a tal punto da spingere la BCE a risfoderare il Quantitative Easing. Ciononostante, i prezzi dovrebbero registrare una certa accelerazione in merito a settembre. Gli analisti infatti prevedono un +0,2% (dato precedente: +0,1%).

Ore 14.30. Vendite al dettaglio negli Stati Uniti. US Retail Sales. Il dato sulle vendite al dettaglio è molto importante, anche perché offre una cifra dell’economia reale e offre indizi sulla futura inflazione. Quando le vendite aumentano più del previsto, la valuta (in questo caso l’USD) trae una spinta rialzista; quando le vendite deludono o addirittura segnalano una contrazione, la spinta è ribassista. Negli Stati Uniti crescono i timori circa la fine del ciclo economico espansivo. Non a caso gli analisti stimano un rallentamento (leggero) delle vendite: dal +0,4% di agosto al +0,3% di settembre.

Ore 16.30. Scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti. US Crude Oil Inventories.  Il prezzo del petrolio impatta sulle valute nella misura in cui esso determino uno stimolo positivo o negativo per l’economia reale. Per ciò che concerne le scorte, si segnalano impatti positive quando queste vanno nella direzione richiesto dal mercato. Attualmente la situazione è complessa, con il greggio che oscilla in base alle vicende geopolitiche, piuttosto che in base alle dinamiche degli scambi. Ad ogni modo, gli Stati Uniti dovrebbero aumentare le scorte di 1,413 milioni di barile (in precedente le avevano aumentate di 2,927 milioni di barili).

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