USD, Calendario Economico del 2 ottobre 2019: focus su ADP USA

Giornata abbastanza tranquilla, quella del 2 ottobre 2019. Il calendario economico segnala pochi eventi in grado di impattare sul mercato. Tra questi, la pubblicazione dell’ADP degli Stati Uniti, che certamente eserciterà una influenza sull’USD. Ad ogni modo, ecco la lista degli appuntamenti più importanti e le stime degli analisti.

Ore 08.30. Indice dei prezzi al consumo della Svizzera. Swiss CPI. L’inflazione è il market mover più importante dopo le decisioni di politica monetaria, anche perché le orientano in modo significativo. Quando l’inflazione si avvicina al 2% annuo, la spinta sulla valuta è rialzista; quando si allontana la spinta è ribassista. La Svizzera soffre storicamente di bassa inflazione e il dato relativo a settembre dovrebbe dimostrarlo: gli analisti prevedono un misero +0,1% (comunque migliore dello 0,0% di agosto).

Ore 10.30. Indice dei direttori degli acquisti del settore costruzioni del Regno Unito. UK Construction PMI. L’indice misura il grado di attività dei responsabili delle aziende del settore costruzioni ed è ricavato a partire da un sondaggio. Il valore che separa contrazione da crescita è il 50. Indice superiori alle aspettative generano spinta rialziste; indici deludenti generano spinte ribassiste. Relativamente a settembre, gli analisti stimano un indice al 45,0 un valore pessimo e identico a quello del mese precedente.

Ore 14.15. Variazione dell’occupazione non agricola negli Stati Uniti. US ADP. E’ uno dei market mover più importanti dell’economia americana. Registra, in particolare, la variazione dell’occupazione in termini assoluti, a esclusione del settore agricolo. Variazioni superiori al previsto generano spinte rialziste sulla valuta di riferimento, in questo caso l’USD; variazioni deludenti generano spinte ribassiste. Secondo gli analisti, a settembre si dovrebbero contare 140mila occupati “non agricoli” in più (dato precedente: 195mila).

Ore 16.30. Scorte di petrolio greggio degli Stati Uniti. US Crude Oil Inventories. L’impatto di questo market mover sulla valuta dipende da quello che il mercato necessita o auspica. Attualmente, gli investitori si pongono in una posizione attendista, dal momento che il prezzo sta sì calando, ma è alto il rischio dell’innesco di un forte trend rialzista a causa delle tensioni con l’Iran. Si respira dunque grande incertezza, che si riflette nella volontà degli analisti di non indicare una stima concorde circa le scorte di questa settimana. La settimana precedente, però, gli Stati Uniti le avevano aumentate i 2,412 milioni di barili.

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