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USD, Calendario Economico del 28 e 29 Gennaio 2020: focus su interessi Fed

Le giornate del 28 e del 29 gennaio 2020 si preannunciano abbastanza tranquilla. Il calendario economico, infatti, segnala pochi eventi in grado di smuovere il mercato. Fa eccezione la decisione dei tassi di interesse della Fed, prevista per il 29, che certamente impatterà sull’USD (e non solo). Ad ogni modo, ecco la lista con gli eventi più importanti e le stime degli analisti.

Martedì 28 gennaio 2020

Ore 14.30. Principali ordinativi di beni durevoli negli Stati Uniti. US Core Durable Goods Orders. Il dato riguarda tutti i beni duraturi trasporto escluso. Offre una panoramica dello stato di salute dell’industria. Una variazione positiva o migliore del previsto genera un impatto positivo sulla valuta di riferimento. Una variazione negativa o peggiore del previsto genera un impatto ribassista. Secondo gli analisti, gli ordinativi sono aumentati dello 0,2% a dicembre (dato precedente: -0,1%).

Ore 16.00. Rapporto sulla fiducia dei consumatori degli Stati Uniti. US Consumer Confidence. La fiducia dei consumatori è un dato di grandissima importanza in quanto misura la propensione all’acquisto e anticipa l’ancora più decisivo dato sui consumi. Lo spartiacque tra ottimismo e pessimismo è 100. Un indice in crescita genera una spinta rialzista sulla valuta di riferimento. Un indice in diminuzione genera invece una spinta ribassista. Stando agli analisti, il rapporto restituirà un buon 128,0 (dato precedente: 126,5).

Mercoledì 29 gennaio 2020

Ore 01.30. Indice dei prezzi al consumo dell’Australia. Australian CPI. L’inflazione è un market mover importantissimo, secondo solo alla variazione dei tassi di interesse (anche perché funge da orientamento per quest’ultima). Quando l’inflazione si avvicina al target del 2% annuo, la valuta subisce una spinta positiva. Quando si allontana da questo target, la spinta è ribassista. I prezzi in Australia dovrebbero essere cresciuti dello 0,6% nel quarto trimestre, in leggera accelerazione sullo 0,5% del trimestre precedente.

Ore 08.00. Rapporto della GFK sul clima tra i consumatori tedeschi. German GFK Consumer Climate. L’indagine è realizzata su un campione di 2.000 consumatori tedeschi. E’ un indice chiave, in quanto anticipa con una basso margine di errore i consumi, che a loro volta rappresentano un dato di primaria importanza. Lo spartiacque tra ottimismo e pessimismo è il valore zero. Un indice alto genera un impatto positivo sulla valuta di riferimento, un indice basso genera un impatto negativo. Nonostante i timori per l’economia tedesca, falcidiata da una crescita bassissima, il rapporto dovrebbe restituire un buon 9,6 (come nella rilevazione precedente).

Ore 16.00. Contratti pendenti di vendita di abitazioni negli Stati Uniti. US Pending Home Sales. Il dato segnala la variazione della quantità di preliminari di vendita stipulati nel periodo di riferimento. E’ un indice delle condizioni del mercato immobiliari. Ovviamente, maggiori sono i preliminari stipulati, migliore è l’impatto che tale market mover genera sul dollaro. Per dicembre, gli analisti stimano un aumento dei preliminari pari allo 0,5%, dato discreto ma inferiore a quello di novembre (1,2%).

Ore 20.00. Decisione dei tassi di interesse della Federal Reserve. Fed Rate Statement. La decisione sul tasso di interesse è il market mover più importante. Qualsiasi modifica in questo senso, infatti, produce cambiamenti nella massa monetaria, e quindi nei rapporti tra le valute. Nello specifico, quando il tasso si alza, la valuta trae una spinta rialzista; quando il tasso si abbassa, la valuta trae una spinta ribassista. La Fed ha invertito la politica monetaria qualche mese, in modo da contrastare il rischio deflazione e i timori circa la fine del ciclo economico espansivo. Attualmente l’inflazione sosta in una posizione grosso modo favorevole, ma la banca centrale americana dovrebbe comunque mantenere i tassi nell’intervallo 1,75%-2%.

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