USD, Calendario Economico del 3 ottobre 2019: focus su PMI americano

La giornata del 3 ottobre 2019 si preannuncia piuttosto tranquilla. Il calendario economico, infatti, segnala pochi eventi in grado di impattare sul mercato. Tra questi, la pubblicazione del PMI non manifatturiero americano, che eserciterà una certa influenza sull’USD. Ad ogni modo, ecco una lista con gli appuntamenti più importanti e le stime degli analisti.

Ore 03.30. Saldo della bilancia commerciale dell’Australia. Australia Trade Balance. Il saldo della bilancia commerciale è un market mover di fondamentale importanza in quanto impatta sulla massa monetaria e quindi sul rapporto tra le valute. Quando il saldo migliora (deficit in riduzione o surplus in aumento) la valuta trae una spinta rialzista; quando il saldo peggiora (deficit in aumento o surplus in riduzione) la valuta trae una spinta ribassista. Secondo gli analisti, il saldo australiano relativo ad agosto sarà di +6,00 miliardi (dato precedente: +7,26 miliardi).

Ore 10.30. Indice dei direttori degli acquisti del settore servizi del Regno Unito. UK Services PMI. L’indice segnala il grado di attività delle aziende del terziario ed è frutto di un sondaggio condotto sui responsabili degli acquisti. Il valore che separata contrazione e crescita è il 50. Indici superiori alle aspettative generano spinte rialzista sulla valuta, indici inferiori alle aspettative generano spinte ribassiste. Gli analisti danno il PMI servizi britannico in calo a 50,3 relativamente a settembre (dato precedente: 50,6).

Ore 11.00. Indice dei prezzi alla produzione dell’area euro. Euro Zone PPI. Questo market mover non è altro che una inflazione rilevata in un punto precedente della filiera, ovvero al passaggio della merce tra produttore a commerciante. Le dinamiche, però, non cambiano, con il 2% annuo fissato come obiettivo. L’indice dei prezzi alla produzione è importante in una prospettiva predittiva dell’inflazione reale. Gli analisti danno l’indice europeo in profondo calo a agosto, ovvero al -0,3% (dato precedente: +0,2%).

Ore 11.00. Vendite al dettaglio dell’Unione Europea. EU Retail Sales. Il dato sulle vendite, che in verità segnala la variazione del valore dei beni venduti al dettaglio, è importante in quanto offre uno spaccato della salute economica e anticipa in un certo senso l’inflazione. Variazioni superiori alle aspettative generano spinte rialziste sulla valuta, variazioni inferiori alle aspettative o addirittura negative generano spinte ribassiste. Secondo gli analisti, dopo un luglio pessimo (-0,6%) ad agosto le vendite dovrebbero aver acquisito nuovo slancio (+0,3%).

Ore 16.00. Indice ISM non manifatturiero degli Stati Uniti. US ISM Non Manufactoring PMI. L’indice, elaborato dall’Institute for Supply Management, non è altro che un PMI dedicato a tutti i settori eccetto il manifatturiero. Le dinamiche però non cambiano, con il 50 a fungere da valore soglia contrazione-crescita. Coerentemente con le avvisaglie di rallentamento della crescita, il PMI non manifatturiero americano è dato in calo a settembre. Secondo gli analisti si attesterà al 55,1, quasi un punto e mezzo in meno rispetto a quello del mese precedente (che era pari al 58,2).

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