USD, Calendario Economico del 31 Luglio – 1° Agosto 2019: focus su tassi Fed

Le giornate del 31 luglio e del 1° agosto si preannunciano molto movimentate. Il calendario economico segnala infatti molti eventi in grado di impattare sul mercato, non ultima la decisione sui tassi di interesse della Fed, che certamente inciderà sul dollaro (USD). Ad ogni modo, ecco una lista degli eventi più importanti e le analisi degli esperti.

Mercoledì 31 luglio

Ore 03.00. Indice dei direttori degli acquisti del settore manifatturiero della Cina. China Manifacturin PMI. L’indice misura il grado di attività delle aziende manifatturiere, attraverso un sondaggio condotto sui direttori degli acquisti. Il valore che funge da spartiacque tra recessione e crescita è il 50. Valori superiori alle aspettative generano spinte rialziste sulla valuta, valori deludenti generano spinte ribassiste. Gli analisti prevedono un indice al 49,6 per luglio (dato precedente: 49,4).

Ore 03.30. Indice dei prezzi al consumo in Australia. Australian CPI. L’inflazione è il market mover più importante dopo la decisione dei tassi di interesse, anche perché la influenza direttamente. Quando i prezzi si avvicinano al target del 2% annuo, la valuta trae una spinta rialzista. Quando i prezzi si allontanano, la valuta trae una spinta ribassista. Nonostante un primo trimestre pessimo, con i prezzi sostanzialmente fermi, per il secondo trimestre gli analisti prevedono un balzo allo 0,5%.

Ore 09.55. Tasso di disoccupazione della Germania. German Unemployment Rate. Il tasso di disoccupazione è il market mover del mondo del lavoro più importante in assoluto. Quando si rivela più alto del previsto, l’impatto sulla valuta è ribassista. Quando si rivela più basso, l’impatto è rialzista. Secondo gli analisti, il tasso di disoccupazione in Germania dovrebbe confermarsi al 5,0%.

Ore 11.00. Indice dei prezzi al consumo nell’Euro Zona. Euro Zone CPI. Il problema della bassa inflazione si sta intensificando in Europa e il dato relativo agli ultimi dodici mesi dovrebbero dimostrarlo. Gli analisti si attendono un pessimo 1,1% (dato precedente: 1,3%). Questa pessima performance dovrebbe spingere la BCE a varare un nuovo Quantitative Easing a partire dai primissimi mesi del 2020.

Ore 11.00. Prodotto Interno Lordo dell’Unione Europea. EU GDP. Il PIL è il market mover più importanti, tra quelli dell’economia reale. Quando è superiore alle attese, la valuta trae una spinta rialzista. Quando è inferiore alle attese, o addirittura segnala una crescita negativa, la spinta è ribassista. I timori per un rallentamento dell’economia europea dovrebbero essere alimentati dal dato relativo al secondo trimestre. Gli analisti infatti prevedono un pessimo +0,2% (dato precedente +0,4%).

Ore 14.15. Variazione dell’occupazione non agricola negli Stati Uniti. US ADP. E’ uno dei market mover più fondamentali dell’economia americana. Segnala la variazione del numero degli occupati in tutti i settori eccetto quello agricolo. Quando la variazione migliora, l’impatto sulla valuta (in questo caso l’USD) è rialzista. In caso contrario, l’impatto è ribassista. A luglio gli occupati ADP dovrebbero essere aumentati di 150mila unità (dato precedente: +102mila).

Ore 20.00. Decisione sul tasso di interesse della Fed. Fed Rate Statement. Il tasso di interesse è una delle leve fondamentali del forex, anche perché ogni sua modifica incide sulla massa monetaria e quindi sui rapporti tra le valute. Quando i tassi vengono alzati, la valuta trae una spinta rialzista. Quando i tassi vengono abbassati la valuta trae una spinta ribassista. La Fed era inserita in un percorso di graduale inasprimento dei tassi, ma le pessime performance dell’inflazione e le prestazioni altalenanti dell’economia stanno imponendo una svolta a 180 gradi. Gli analisti, dunque, si attendono un clamoroso taglio dei tassi per il meeting del 31. I tassi, nello specifico, dovrebbero passare da 2,50% a 2,25%.

Giovedì 1° agosto

Ore 13.00. Decisione sul tasso di interesse della Bank of England. BoE Rate Statement. La banca centrale inglese sta attraversando un periodo di incertezza. Da un lato, alcuni analisti riconoscono che i tassi sono molto bassi, e fanno pressione per un loro inasprimento. Dall’altro, i segnali che giungono dal panorama internazionale e dal fronte interno, specialmente quello politico (vedi Brexit) suggeriscono di muoversi con prudenza. Nonostante i dubbi, la Bank of England dovrebbe optare per un sostanziale immobilismo. Nello specifico, i tassi dovrebbero essere confermati in territorio moderatamente espansivo, allo 0.75%.

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