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USD, Calendario Economico del 5 luglio 2018: focus su ADP USA

Il calendario economico del 5 luglio 2018 segnala una giornata molto movimentata per il dollaro americano (USD). Sono molti, infatti, gli eventi in grado di impattare sul biglietto verde, in particolare il celeberrimo ADP. Ecco, come di consueto, una panoramica su questo e sugli altri eventi, e le stime degli analisti.

Ore 09.15. Indice dei prezzi al consumo della Svizzera. Swiss CPI. Inflazione è uno dei market mover più importanti, in primo luogo perché suggerisce lo stato di salute dell’economia reale; secondariamente perché orienta le politiche monetarie della banca centrale. L’impatto sulla valuta dipende dalla direzione intrapresa dai prezzi. Se l’inflazione si avvicina al target del 2% l’anno, l’impatto è positivo. Se si allontana, l’impatto è negativo. L’inflazione è un problema endemico per la Svizzera, e dovrebbe dimostrarlo anche giovedì: i prezzi nel giro di un anno dovrebbero essere cresciuti solo dell’1,1%, comunque in leggero aumento sul dato precedente.

Ore 14.15. Variazione dell’occupazione non agricola negli Stati Uniti. US ADP. E’ il market mover più importante del mondo del lavoro americano. Segnala la variazione del numero di occupato in tutti i settori eccetto quello agricolo. Se la variazione è positiva, lo è anche l’impatto del dato sul dollaro. Se la variazione è negativa, è negativo anche l’impatto. Gli analisti prevedono un buon ADP per giovedì: a giugno il numero degli occupati dovrebbe essere aumentato di 190mila (dato precedente: 178mila).

Ore 14.30. Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. US Unemployment Claims. Il dato segnala il numero delle richieste di disoccupazione avanzate nella settimana precedente. E’ un buon indicatore della salute del mondo del lavoro. Ovviamente, maggiore è il numero di richieste, peggiore è l’impatto sul dollaro; minore sono le richieste, migliore è l’impatto. La settimana scorsa le richieste erano state 227mila. Questa settimana dovrebbero essere 224mila.

Ore 16.00. Indice ISM non manifatturiero. US ISM Non Manufacturing Index. L’indice, elaborato dall’Institute for Supply Management, è un semplice PMI, con tutte le regole del caso, tra cui quella che vede il 50 come valore che separa la recessione dalla crescita. Un indice in aumento o superiore alle aspettativa genera un impatto rialzista sulla valuta. Un indice in decremento o peggiore delle aspettative genera un impatto ribassista. Gli analisti prevedono un ottimo 58,3 (dato precedente 58,6).

Ore 17.00. Scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti. US Crude Oil Inventories. Gli Stati Uniti figurano tra i grandi produttori di petrolio, quindi sono stati chiamati, al pari di altri, di rallentare la produzione al fine di sostenere il prezzo del petrolio, giunto qualche anno fa a livelli troppo bassi. Il programma di tagli a livello internazionale è andato molto bene, anzi il petrolio è andato persino al di là del seminato. Tuttavia, gli Stati Uniti dovrebbero proseguire il proprio programma di tagli. La scorsa settimana erano stati tagliati ben 9,891 milioni di barile. Sulla successiva, gli analisti non si sono espressi in maniera concorde.