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USD, Calendario Economico del 6 e 7 gennaio 2020: focus su bilancia commerciale americana

Giornate non molto movimentate, quelle del 6 e 7 gennaio 2020. Il calendario economico segnala alcuni eventi in grado di impattare sul mercato. Tra questi, la pubblicazione del dato sulla bilancia commerciale degli Stati Uniti, che certamente eserciterà un impatto sull’USD (dollaro). Ad ogni modo, ecco la lista degli appuntamenti più importanti e le stime degli analisti.

6 gennaio 2020

Ore 08.00. Vendite al dettaglio della Germania. German Retail Sales. Il dato sulle vendite è importantissimo. In primo luogo perché offre una panoramica sui consumi e quindi, indirettamente, sulle speranze di crescita. Secondariamente perché influisce sull’inflazione. Se le vendite aumentano, la valuta, in questo caso il GBP, trae una spinta rialzista Se le vendite decrescono, o aumentano al di sotto delle aspettative, la valuta tende a deprezzarsi. Dopo il pessimo dato di ottobre (-1,9%), a novembre le vendite in Germania dovrebbero far segnare un buon +1,0%.

Ore 10.30. Indice dei direttori degli acquisti del settore servizi del Regno Unito. UK Services PMI. L’indice è frutto di un sondaggio condotto sui responsabili degli acquisti, volti a verificare il grado di attività delle aziende del settore servizi e, in forma aggregata, dell’intero comparto dell’edilizia. Il valore che funge da spartiacque tra pessimismo e ottimismo, come tutti i PMI, è il 50. Indici superiori al previsto generano spinte rialziste sulla valuta, indici deludenti generano spinte ribassiste. Gli analisti prevedono un indice al 49,2 (dato precedente: 49,0).

7 gennaio 2020

Ore 08.30. Indice dei prezzi al consumo in Svizzera. Swiss CPI. L’inflazione è uno dei market mover più importante per i Forex trader, in quanto orienta le banche centrali nelle scelte di politica monetaria. Quando l’inflazione si avvicina al target del 2% annuo, la valuta trae una spinta rialzista. Quando i prezzi si allontanano da questo target, la spinta è ribassista. La Svizzera soffre da tempo di un problema di bassa inflazione. Gli analisti stimano una inflazione al -0,1% a dicembre (stesso valore di novembre).

Ore 11.00. Indice dei prezzi al consumo dell’area euro. Eurozone CPI. L’inflazione bassa è un problema annoso per l’Europa. Tuttavia, nell’ultimo anno i prezzi dovrebbero aver subito un miglioramento. Gli analisti prevedono una inflazione annua pari all’1,3% (dato precedente: 1,0%).

Ore 11.00. Vendite al dettaglio dell’Unione Europea. EU Retail Sales. In linea con le prospettive di rallentamento economico, a ottobre le vendite europee avevano fatto segnare un pessimo -0,6%. Per dicembre, però, complici forse gli acquisti natalizi, le vendite dovrebbero essere aumentate dello 0,5%.

Ore 14.30. Saldo della bilancia commerciale degli Stati Uniti. US Trade Balance. Il saldo della bilancia commerciale è un market mover più importante di quanto si possa pensare. Infatti, impatta in maniera diretta sulla massa monetaria e quindi anche sui rapporti tra le valute. Quando il saldo migliore, la valuta trae una spinta rialzista. Quando il saldo peggiora, la spinta è ribassista. Nonostante gli sforzi dell’amministrazione Trump, gli analisti prevedono un peggioramento del saldo. Questo dovrebbe passare dal -47,20 miliardi di ottobre ai -49,00 miliardi di novembre.

Ore 16.00. Indice Ivey dei direttori degli acquisti del Canada. Canada Ivey PMI. L’indice misura il grado di attività delle aziende di tutti i settori, attraverso un sondaggio condotto sui responsabili degli ordini. Il valore che funge da spartiacque tra contrazione e crescita è il 50%. Un indice superiore alle aspettative genera una spinta rialzista sulla valuta. Un indice inferiore alle aspettative genera una spinta ribassista. L’indice aveva raggiunto un buon 60,0 a novembre. In merito a dicembre, gli analisti non si sono espressi in maniera concorde.

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