Calendario economico forex

USD, Calendario Economico del 9 e 10 agosto 2018: focus su inflazione americana

Le giornate del 9 e del 10 agosto 2018 si preannunciano abbastanza movimentate. Merito di alcuni eventi che, come da calendario economico, potrebbero impattare significativamente sul mercato. Il riferimento è, in particolare, alla pubblicazione del dato sull’inflazione americana, valida soprattutto per l’USD. Ecco una panoramica dei maggiori eventi in programma e le stime degli analisti.

Giovedì 9 agoosto

Ore 03.30. Indice dei prezzi al consumo in Cina. China CPI. L’inflazione è un parametro fondamentale in quanto, oltre a dare una panoramica sulla salute economica di un paese, orienta le politiche monetaria. Se l’inflazione si avvicina al target del 2% annuo, la valuta trae una spinta positiva. Se si allontana da questo obiettivo, la spinta è negativa. In Cina l’inflazione è ottimale, da luglio 2017 a luglio 2018 i prezzi sono aumentati dell’1,9%.

Ore 14.30. Indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti. US PPI. L’indice dei prezzi alla produzione è semplicemente una inflazione rilevata dalla produzione al commercio al dettaglio. Segue le stesse dinamiche dell’inflazione classica. L’indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti dovrebbe confermarsi su livelli alti, pari al 3,4%.

Venerdì 10 agosto

Ore 01.50. Prodotto Interno Lordo in Giappone. Japan GDP. Il PIL è un parametro importante in quanto offre una panoramica affidabile della crescita economica di un paese. Quando il PIL cresce a un ritmo più elevato del previsto, la valuta trae una spinta positiva. Quando il PIL cresce al di sotto delle aspettative, o addirittura decresce, la valuta trae una spinta negativa. Il PIL giapponese mostra segni di ripresa: dopo un pessimo -0,6%, dovrebbe segnare (nel periodo secondo trimestre 2017 secondo trimestre 2018) un discreto +1,6%.

Ore 10.30. Prodotto Interno Lordo nel Regno Unito. UK GDP. L’economia del Regno Unito sta passando un periodo abbastanza difficile, con tassi di crescita molto bassi, al limite della stagnazione. Si segnalano comunque piccoli miglioramenti. Nel secondo trimestre, infatti, il PIL del Regno Unito dovrebbe essere cresciuto dello 0,4%, il doppio rispetto al trimestre precedente.

Ore 10.30. Produzione manifatturiera nel Regno Unito. UK Manufactoring Production. Il parametro registra la variazione del valore dei beni prodotti dal settore manifatturiero. Se la produzione sale a un ritmo superiore al previsto, la valuta trae una spinta rialzista. Se la produzione delude le aspettative, la spinta è ribassista. A livello mensile, la produzione manifatturiera nel Regno Unito dovrebbe essere cresciuta dello 0,4% (rilevazione precedente: 0,3%).

Ore 10.30. Saldo della bilancia commerciale nel Regno Unito. UK Trade Balance. Il saldo della bilancia commerciale è un parametro importante in quanto modifica la massa monetaria, che è uno degli elementi responsabili dei cambiamenti nei rapporti tra le valute. Quando la bilancia migliora, ossia il surplus cresce o il deficit diminuisce, allora la valuta trae una spinta rialzista. Quando la bilancia peggiora, ossia il surplus decresce o il deficit aumenta, la valuta trae una spinta ribassista. Il Regno Unito è un paese tradizionalmente importatore e dovrebbe confermare questa vocazione anche con il dato di giugno: -12,05 miliardi (rilevazione precedente: -12,36 miliardi).

Ore 14.30. Indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti. US CPI. L’inflazione negli Stati Uniti dovrebbe mantenersi su livelli molto alti. Anzi, seppur di poco, è data in un aumento. I prezzi dovrebbero essere aumentati del 3,0% da luglio 2017 a luglio 2018 (rilevazione precedente: 2,9%).

Ore 14.30. Tasso di disoccupazione in Canada. Canada Unemployment Rate. Il tasso di disoccupazione è un parametro fondamentale perché dà la cifra della salute del mercato del lavoro. Quando si rivela più alto del previsto, la valuta subisce un impatto negativo. In caso contrario, l’impatto è positivo. Il tasso di disoccupazione in Canada dovrebbe essere scendere, seppur di poco: è previsto un buon 5,9%, in luogo del 6,0% della rilevazione precedente.