USD, Calendario Economico del 3 luglio 2019: focus su ADP statunitense

Giornata abbastanza movimentata, quella del 3 luglio 2019. Il calendario economico segnala molti eventi capaci di impattare sul mercato. Tra questi spicca l’ADP statunitense, che inciderà certamente sull’USD (dollaro americano). Di seguito, la lista degli appuntamenti più importanti e le stime degli analisti.

Ore 03.30. Saldo della bilancia commerciale australiana. Australian Trade Balance. Il saldo della bilancia commerciale è un market mover importante, in quanto modifica la massa monetaria e incide pertanto sui rapporti tra le valute. Quando il saldo migliora (aumento del surplus o riduzione del deficit) la valuta trae una spinta positiva. Quando il saldo peggiora la spinta è negativa. Secondo gli analisti, e relativamente a maggio, il saldo australiano dovrebbe migliorare, passando da 4,81 miliardi a 5,24 miliardi.

Ore 10.30. Indice dei direttori agli acquisti del settore servizi nel Regno Unito. UK Services PMI. L’indice misura il grado di attività delle aziende impegnate nel terziario e si basa su un sondaggio condotto sui direttori agli acquisti. Il valore che funge da spartiacque tra recessione e crescita del settore è il 50. Valori al di là delle aspettative generano una spinta rialzista. Valori deludenti o addirittura inferiori al 50, generano una spinta ribassista. Nonostante i segnali di rallentamento dell’economia, l’indice di giugno dovrebbe tenere e confermarsi a 51,0.

Ore 14.15. Variazione dell’occupazione non agricola negli Stati Uniti. US ADP. Il market mover, tra i più importanti del mercato del lavoro, segnala la variazione del numero di occupati in tutti i settori eccetto quello agricolo. Variazioni al di là delle aspettative generano una spinta rialzista sulla valuta (in questo caso sull’USD). Variazioni deludenti o addirittura negative generano una spinta ribassista. A giugno, stando gli analisti, gli occupato non agricolo sono aumentati di 140mila unità (dato precedente: 2mila).

Ore 14.30. Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti. US Unemployment claims. Il dato riposta il numero di richieste di sussidi avanzate nella settimana precedente. E’ un market mover importante del mercato del lavoro, persino più indicativo del tasso di disoccupazione. Richieste in aumento generano una spinta ribassista sulla valuta. Richieste in riduzione generano una spinta rialzista. Secondo gli analisti, la settimana scorso sono state avanzate 220mila richieste, contro le 227mila della settimana ancora precedente.

Ore 16.00. Indice ISM non manifatturiero negli Stati Uniti. US ISM Non Manufacturing PMI. L’indice misura il grado di attività di tutti i settori esclusa la manifattura. Come tutti i PMI viene realizzato sulla base di un sondaggio condotto sui responsabili agli acquisti. Il termine ISM sta a indicare l’ente che elabora l’indice, ovvero l’Institute for Supply Management. Le dinamiche di impatto sulla valuta sono identiche a quelle degli altri PMI, con il valore 50 a fungere da spartiacque tra recessione e crescita. Gli analisti danno l’indice in calo, pur rimanendo in territorio molto positivo. Relativamente al mese di giugno, dovrebbe passare da 56,9 a 56,1.

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